Come scrivere un libro: prima parte

Era un po’ di tempo che mi frullava questa idea in testa e finalmente è il mio progetto è partito venerdì scorso… Mi sono flashato fissando il vuoto e il mio cervello ha incominciato a generare una storia di due ragazzi, fratello e sorella.. Così mi sono detto: “Ecco perchè non provare a buttar giù qualche riga su un foglio di carta?” (che poi il foglio di carta s’è trasformato nel mio macbook
…) e così sto “partorendo” un libro o almeno qualcosa del genere. Ovviamente per partire in questa mia “cantonata” (come dice la Silvia anche se la maggior parte delle volte non ha ragione…
) mi sto documentando ed ho trovato un blog che si chiama “Lo scrittore emergente” di Simone Maria Navarra che ringrazio delle sue perle di saggezza e di dritte di scrittura.
(Fonte: Lo scrittore emergente)
Un amico che segue il blog mi ha chiesto di dire qualcosa su come si scrive un romanzo, partendo dall’ideazione fino alla stesura finale. Controllando gli accessi al sito, vedo inoltre che molti visitatori trovano queste pagine cercando frasi del tipo come scrivere un libro, come si scrive un romanzo ecc… immaginando la loro delusione nel ritrovarsi in un mare di post ricolmi di facezie (sto cercando di eliminare le parolacce dal blog ^^), vorrei alleviare i miei sensi di colpa provando a scrivere – una volta tanto – qualcosa di serio. A questo scopo proverò a realizzare una breve scaletta, con la promessa di approfondire in seguito gli argomenti che, in base ai commenti, sembreranno destare maggiore interesse. Ripeto che proverò perché così come non è facile scrivere un romanzo, non è facile nemmeno spiegare a qualcuno come si fa e anzi se lo sapessi forse non starei qui a fare l’emergente a vita. Diciamo, allora, che cercherò nei limiti del possibile di raccontare il mio metodo di scrittura, chiarendo fin da subito che (visti i risultati) seguire i miei consigli vi porterà a realizzare un romanzo che nessun editore vorrà pubblicare ^^
1) Bisogna avere delle idee.
Uno che vuol fare lo scrittore, pretende che gli eventuali lettori impegnino parte del loro tempo per leggere i pensieri che ha messo su carta. In soldoni, noi scrittori abbiamo l’arrogante pretesa di voler raccontare qualcosa alla gente, privandole di una considerevole quantità del loro tempo. Hemingway (tanto per citare un libro che trovate sul blog) aveva la sua idea del rapporto tra l’uomo e la natura, e ne ha parlato in libri come Il vecchio e il mare. Prima ancora di avere una trama, prima ancora di essere un bravo narratore, Hemingway aveva qualcosa da dire come essere umano, e ha deciso di farlo mettendosi a scrivere.
Sembrerebbe una cosa ovvia, no? Chi scrive un romanzo senza avere idee in testa? Eppure, la maggior parte di racconti e poesie di emergenti che leggo in rete parlano sempre delle solite quattro cose. Problemi sentimentali, difficoltà lavorative, tematiche trite e ritrite… vi siete mollati con la donna? Siete depressi perché il lavoro va male? Ma andate a quel paese, voi e i vostri libri tristi e noiosi! È brutto da dire, ma se non avete un’idea di effettivo valore da trasmettere agli altri, tutti i corsi di scrittura della terra saranno inutili.
È questa l’unica cosa che non ci può insegnare nessuno: essere noi stessi e avere da raccontare qualcosa d’importante, che gli altri vorranno ascoltare. La cosa triste, è che è anche l’unica qualita´ di cui generalmente si può fare a meno. La gente è incasinata, è stanca, non gli va di stressarsi anche con libri, film o quello che sia. Meglio offrire qualcosa senza troppi contenuti, se si vuole vendere, e forse tutto sommato è giusto che sia così. Il difficile allora diventa scrivere cose importanti, riuscendo allo stesso tempo a non far rimpiangere ai lettori di non aver scelto un altro autore, magari meno noioso.
La prossima volta, il punto 2: Bisogna avere una storia.
Simone
NOTA: ho raggruppato i post relativi al corso di scrittura base e a quello avanzato (nel senso che mi avanzava dopo aver scritto quello base).






















